Altrettanto importante e delicato è il compito dei portatori dei Tronchi, ossia delle grandi Croci che precedono la Statua.

Si tratta infatti di trasportare croci il cui peso si aggira dai settantacinque ai novantacinque chili. Di notevole altezza (la più grande raggiunte, tra la sua altezza e quella del punto di appoggio da terra, circa 5 metri)il loro trasporto richiede una notevole abilità e forza per non essere sbilanciati durante il trasporto. E’ una dimostrazione di forza, di abilità e di resistenza.

La presenza della folla, che non sempre mantiene la dovuta distanza, rende più difficile il lavoro dei portatori dei Tronchi specialmente nei punti più delicati del percorso. E’ una grande responsabilità che i portatori sentono fortemente. Anche il loro compito si tramanda, nei limiti del possibile, all’interno della famiglia.

Le Croci sono rese più pesanti dalla ghirlanda o corona di alloro e fiori che viene messa sui loro bracci a significare il rifiorire della vita dopo la morte. Simbolo della Risurrezione di Cristo, offrono allo spettatore un colpo d’occhio magnifico, infatti sembra veramente di vedere una foresta coronata di fiori che ondeggia davanti alla Statua del Risorto.

Nelle prime edizioni della processione il Tronco era uno solo, quello che oggi viene indicato come la “Prima Croce” o “Croce Maggiore” (un tronco di castagno che quando è incoronato di fiori supera i novanta chili); ad esso si aggiunsero poi altre due del peso leggermente inferiore: una che presenta una decorazione con rami dorati in rilievo e l’altra del colore più scuro e rivestita di sughero.

Fino a qualche tempo fa si pensava che tutte tre le croci appartenessero alla Confraternita di San Giuseppe, invece a questo sodalizio apparteneva solo la Croce Maggiore; le altre due dovevano essere rispettivamente della Confraternita di Santa Croce e della Confraternita della Santissima Trinità.

Attualmente le Croci sono nove poiché alle tre se ne sono aggiunte quelle delle varie parrocchie tarquiniesi. Inutile dire che i portatori delle Croci più antiche sono quelli che maggiormente vengono seguiti, osservati, “giudicati” per il loro comportamento, la loro resistenza, la loro forza e la loro abilità.

Ogni “Croce” ha tre portatori che si alternano lungo il percorso; ne coordina l’andamento il campo dei portatori che segue attentamente lo svolgersi dei cambi e dell’equilibrio delle Croci stesse.

Anche in questi “Tronchi”, coronati di alloro e fiori, si può vedere una simbologia ben precisa: l’uomo che si carica del loro peso rappresenta l’umanità tutta che accetta le croci della vita e non dispera perché al di sopra di qualsiasi dura prova rifulge il messaggio della Risurrezione fonte di speranza e di certezza per tutti i credenti.

I Tronchi

I Portatori dei Tronchi (Croci)

Salve, Croce di Cristo, nostra vita e salvezza

Tu sei porta del Cielo nostra resurrezione.

(dalla Liturgia)

Bendotti Alfredo

(Presidente)


Di Domenico Vincenzo

(Vice Presidente)


Catini Bruno

(Segretario)


AldigeriJacopo

AlessiCorrado

AlessiMauro

AlessiPaolo

AlessiSimone

AngelucciStefano

Belardinelli Luigi

BelardinelliMarcello

BelardinelliMario

BendottiAlfredo

BendottiCesare

BendottiTiziano

Benedetti Maurizio

BenvenutiGiulio

BicchieriniGabriele

BlanchiGiovanni

BlasiAndrea

Bruschi Bernardino

BussottiMario

CappellettiClaudio

CappellettiDamiano

CatiniBruno

CatiniManuel

CentiniAlessio

CialdiGianluigi

CorridoniRoberto

De Alexandris   Marco

De SanctisDiego

DeriuSimone

Di BernardoAntonio

Di Domenico Alessandro

EliseiAndrea

FiorucciDevid

FlamminiCristian

GiovannettiFabrizio

GiovannettiMassimo

JacopucciMarco

JacovoneMassimo

JacovoneSandro

LenzoAntonio

LenzoBenedetto

MaggiAdriano

MaggiRomano

MancinelliVincenzo

MencarelliMarco

MontiFabio

NicoliniAlessio

OlivieriSergio

PabaStefano

ParadisiDaniele

Pennacchioni Pierluigi

RiccardiGiovanni

RossiFederico

RotatoriRomano

SilvaniAlessandro

TiniArduino

TorresiErnesto

ViolaMaurizio

ZacchiniGianluca

ZacchiniGiuseppe

ZacchiniSandro

ZacchiniStefano

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