Secondo quanto afferma una diffusa tradizione, che quasi storicamente può dirsi vera, la Statua del Signore Risorto fu commissionata in Tarquinia dalla Corporazione dei Falegnami; infatti, ancora oggi i portatori della Macchina indossano un camice azzurro simile a quello che vestivano per le cerimonie pasquali, coloro che facevano parte della Corporazione dei Falegnami.

Passando dalla tradizione alla leggenda, si narra che i Cornetani, per ricordare la Risurrezione, avessero dato l’incarico ad uno scultore che stava scontando una pena a vita, di scolpire nel legno un Cristo Risorto, superiore in bellezza a quanti già ne esistevano.

Quando l’opera fu seguita, il Signore prodigiosamente parlò all’artista per chiedergli dove avesse visto un’altra statua così bella e lo scultore, senza esitare, sembra che avesse risposto di averla veduta a Lucca.

Racconta ancora la leggenda, che per impedire all’artista di fare, in seguito, una nuova Statua della Resurrezione, identica a quella scolpita o anche più bella, venisse spietatamente accecato.

In un primo momento, quindi, tutte le ricerche basate sulla leggenda, cioè sull’indicazione che aveva dato l’infelice scultore, furono svolte nella città di Lucca, in quanto quegli aveva dichiarato che lì si trovava il suo modello.

Anche alcuni cittadini tarquiniesi seguirono quella pista, ma senza risultato positivo.

La Leggenda

“Oggi è il giorno di Cristo Signore: Alleluia!”

Anno 1919

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